Con puntuale ritardo e incredibile coerenza – nota su “Tutto brucia e annuncia” di Matteo Ferretti

Con puntuale ritardo e incredibile coerenza.

Recensioni, note, appunti.
Brevi più o meno, in affanno, come sempre per «Versodove» in cui tutto si costruisce col rigore millimetrico di essere qui con “incredibile coerenza”, ma sempre “in ritardo”, dislocati innanzitutto rispetto a se stessi.
Ci proviamo a leggere, non solo in privato, ma rendendo conto in chiaro di quanto sopraggiunge nelle nostre mani di libri d’ogni fatta a cui vorremmo dare uno spazio seppur esile di risonanza. Un terzo tempo di incontro, di dialogo che resti segnato, detto trascritto. E nello stesso tempo un saluto, un congedo, un augurio.

La redazione


Di una potenza incisiva e geometrica, Tutto brucia e annuncia è la raccolta del meditato esordio di Matteo Ferretti (Correggio, 1979). Edito lo scorso anno da Casagrande, il volume si divide, calibratissimo, in tre sezioni di ugual numero di testi, apertamente richiamandosi nella struttura al grande archetipo dantesco.

Il libro si apre su L’odierna furia, sull’apocalisse contemporanea: gli attacchi terroristici, la strage di Capaci, i naufragi, il surriscaldamento globale. Infiammati i versi di Ferretti si avvicendano a ritmo serrato, delineando un drammatico scenario politico e sociale fatto di amianto, droni, grattacieli, «balconi sporchi e desolati»: il paesaggio di un’Antropocene che viene a noi, «gentile e inesorabile».

Visionarie le immagini tratteggiate dai versi (non a caso Fabio Pusterla, nella postfazione, cita Dylan Thomas), come anche quelle degli onirici disegni di Marino Neri che si alternano, lungo tutto il volume, ai testi di Ferretti, instaurando con essi un rapporto tutt’altro che illustrativo, ma dialogico, poietico.

La sezione centrale della raccolta lega alla dimensione storica e collettiva quella delle quotidiane Piccole ragioni che ci permettono di «arrivare fino a domani»: il ritmo rallenta, la voce si fa più intima e autobiografica, calandosi però allo stesso tempo nella dimensione mitica e rituale di un’umanità nomade e atavica. In questo paesaggio il poeta-sciamano muove con pazienza, senza enfatiche pretese, veglia «il respiro dei bambini» e custodisce «in pace nella notte / qualcosa di antico e nascosto».

La conclusione del percorso assume poi un respiro cosmico, all’insegna dell’Entanglement: misterioso fenomeno in base al quale due particelle inizialmente intrecciate risultano legate anche una volta separate da grandi distanze, per cui la modifica dello stato di una avrà un effetto immediato anche sull’altra. Sono le forme luminose di un «amore elementare» a prendere qui vita. Quelle di una forza «silenziosa, che non cura, / non pretende, non consola, / ma rallenta un fronte di fiamme se serve». Le forme di una bellezza «che resta nella somma / e nel cavo di una mano» e a cui «tutto si piegherà», in quella «docile sua furia» che ci permette di «vivere ancora / e ancora».

 

Noemi Nagy

 

Matteo FerrettiTutto brucia e annunciaIlustrazioni di Marino Neri, con una nota di Fabio Pusterla, Bellinzona, Casagrande, 2019.

 

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Immagine in evidenza tratta da: https://www.casadellaletteratura.ch/


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