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Gabriele Frasca: Vent’anni in dieci pezzi facili – una selezione dei sonetti pubblicati sul n.9/10 di Versodove

Vent’anni in dieci pezzi facili: riproponiamo qui cinque dei dieci sonetti di Gabriele Frasca usciti sul n. 9/10 di Versodove nel 1998 (clicca qui per leggere gratuitamente online l’intero numero). I dieci testi erano in gran parte inediti al momento della pubblicazione (cinque e sei erano già compresi in Lime). I primi quattro anticipavano la seconda edizione, ampliata, di Rame (Zona, 1999) e gli ultimi quattro la raccolta Rive (Einaudi, 2001).

 

uno

 

che piega espelle questa pulsazione

che plasma suoni sulle piaghe infette

spingendo pece nelle falle aperte

per cui diventa affetto ogni emozione

e quale plesso ancora predispone

di percezioni che si dànno incerte

la nicchia dove si compone inerte

un pensiero per ogni repulsione

e poi da dove affiora questa forma

che viaggia voglie quanto più s’appresta

a raggelare vita nella norma

come se infine ciò che si protesta

vivo vivesse per calcare un’orma

la testa si risponde dalla testa

(giugno 1979)

 

 

due

 

saranno stati gli ultimi colori

che stampigliati sui bronchi degli alberi

gelarono in crepuscolo i bagliori

d’un susseguirsi di tramonti e albe

a fare fosse autunno in questi cuori

dove ciò che brillò rimane in scialbe

figure tratte a scivolare fuori

presto per quanto tengano le valve

della memoria dove striscia solo

quanto si perde e si ritrova come

un’emersione senza superficie

così gli uccelli che lanciati in volo

tornano in paglia sfiorandosi il nome

che li fissa alla rigida radice

(settembre 1978)

 

 

cinque

 

prima. prima che giunga. il dopo. quando

non vi soggiunge il dopo. né altro più.

né ancora meno. chiedere. frugando

prima. del prima. se tornare su.

oppure stare. riafferrare il bandolo.

e ancora cominciare. andare giù.

prima del prima. alla cieca. allo sbando.

sentirsi dire tu. poi dirlo. tu.

fredda. sottile. ripassa la lima.

gratta i pronomi ai corpi a poco a poco.

finché s’ammucchia polvere dal prima.

irresponsabile. del fioco scopo

di congiungere il baratro alla cima.

da cui si rovinò. prima del dopo

(febbraio 1989)

 

sette

 

stasera come sempre sto sospeso

a risentire quello che mi sento

schiudersi dentro dove s’è già spento

quello stizzo che fuori sempre acceso

arse soffiando con un suono teso

e lungo come il sibilo del vento

o come quello sfrigolare lento

delle scariche statiche che preso

una canale chissà quanto remoto

risuona nella radio d’una quieta

rassegnata improvvisa nostalgia

di tutto quanto ignoto è invece noto

se lo si prende come propria meta

o si riaggiusta un po’ la sintonia

(marzo 1996)

 

 

dieci

 

e intanto perso in tutti gli anni persi

a sperdere parole che imparate

potessi in parte dire riparate

da quanto si spaiò su dai sommersi

spartiti che rileggono gl’inversi

accordi in cui s’infiggono le date

come note da dare riversate

nel nitore del niente dei miei versi

chiedo d’essere solo in questo colpo

che regge la mia voce che rilegge

il vuoto immesso dentro questa polpa

sonora mentre intona la sua colpa

scolpita nello sforzo che fa il corpo

per sperperare all’aria le sue schegge

(gennaio 1998)

 

Gabriele Frasca (Napoli, 1957) è uno scrittore, saggista e traduttore italiano. Ha pubblicato le raccolte di versi Rame (Corpo 10, 1984), Lime (Einaudi, 1995), Rive (Einaudi, 2001) e Prime (Luca Sossella editore, 2007); i romanzi Fermo volere (Corpo 10, Milano, 1987), Santa Mira (Cronopio, 2001) e Dai cancelli d’acciaio (Luca Sossella editore, 2011); la raccolta di testi teatrali Tele (Cronopio, 1998) e i saggi Cascando. Tre studi su Samuel Beckett (Liguori, 1988), La furia della sintassi. La sestina in Italia (Bibliopolis, 1992) e La scimmia di Dio. L’emozione della guerra mediale (Costa & Nolan, 1996). Ha tradotto Un oscuro scrutare di Philip K. Dick (Cronopio, 1993; nuova edizione: Fanucci, 1998) e Watt di Samuel Beckett (Einaudi, 1998).

Foto di copertina di Dino Ignani. Tratta da: http://www.insulaeuropea.eu