Figura, di Fabio Orecchini

essere pendente | v e r t e n z a

astensione
dal respiro

*

contrarmi, sia pur deposto
re dei licheni un solco e
transeunte
torcendomi tra i rami
semplicemente di te non ho bisogno
mi dico mentre pigro, insolente
mi faccio sguardo
attraverso la finestra
e il fantasma della voce
temuta torna a sfavillare
la mia croce

*

se poi parliamo siamo ombre
di parole, o dentature
a calco, per masticazioni
brevi, non vere, Alcestina,
scadenti risa attonite
al trapianto dell’anima

*

poi tornare alle braci taciturne
sull’apice dei piedi e roteando
pretendere dai santi opachi
un peso una voce
nella gloria dei perdenti

*

l’orecchio insegue la Memoria tattile dei corpi
ostili, Alcesti di molte morti la smania di
estinguersi o furia

ti sia tregua, o figura, lo spazio del volto
che eccede lo spazio
le veci di un altro volto senza persona

*

si disse altro per non dire oltre:

*

La sua voce detenga detenuta | diurno il regno dell’ombra


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